La mia storia con Singer inizia nell’anno 1955, quando io e mia moglie ci siamo sposati. Lei era una brava sarta e ci occorreva una macchina per cucire: a fine settembre ci recammo al centro cucito Singer di Monza. Spiegammo la nostra esigenza e la nostra volontà di acquistare una macchina a rate: non avevamo abbastanza soldi per comperarla in contanti; la casa e l’arredamento avevano prosciugato le nostre finanze. Lasciammo le nostre credenziali per far si che loro potessero informarsi e il sabato successivo tornammo al negozio per acquistare la nostra Singer 306M1H con relativo mobile. Versammo una piccola caparra e firmammo cambiali mensili da 6700 lire. Mentre perfezionavamo l’acquisto, il capo negozio mi fece una proposta di lavoro in qualità di venditore per la Compagnia Singer. Lì per lì rimasi titubante, ma 15 giorni dopo accettai! La mia zona era una parte della città di Monza che contava allora 100000 abitanti. Dal matrimonio nascono un figlio e una figlia, la quale era gracile e il medico consigliò di alimentarla con latte di capra o pecora; mia madre era bellunese e così mia moglie con i figli si trasferì là per circa tre mesi, portandosi dietro anche una Singer 221/222, grazie alla quale si guadagnava da vivere. Io intanto giravo per i paesi in bicicletta facendo vendite porta a porta e per arrotondare riparavo qualche macchina il sabato e la domenica, per poterla poi consegnare al lunedì nella pausa pranzo. Con la Compagnia Singer ho avuto parecchie soddisfazioni: due viaggi premio di 2 giorni con la moglie; una macchina fotografica; vari distintivi tra cui uno d’oro con rubino, raffigurante una macchina per cucire 400. Ebbi anche qualche richiamo: una volta ero senza cravatta; un’ altra volta non mi ero rasato; un’altra volta ancora avevo fatto tardi e mi furono trattenute 1000 lire dalla busta paga. Il lavoro a me piaceva perché durante il giorno incontravo tante persone, anche se la Compagnia Singer esigeva parecchio: a fine mese dovevamo raggiungere il la quota di vendite programmate. Prima di immettere sul mercato un prodotto, venivamo addestrati e per due o tre giorni eravamo in trasferta in qualche città dove un meccanico ci spiegava come riparare le macchine e un ispettore ci istruiva sulla vendita del prodotto. Piano piano, maturò in me l’idea di realizzare una collezione di macchine per cucire e così iniziai a ritirare pezzi originali ben tenuti . Poi decisi di mettermi in proprio, come dice il detto dialettale: “var pusse un buteghin che un operari fin!” . Alla fine degli anni ‘80 maturò l’idea di creare un MUSEO di macchine per cucire, perché a quei tempi possedevo 100 macchine (tra cui le due prime che ho acquistato e che tuttora sono parte della collezione!). Per realizzare il Museo, avevo bisogno di spazio: interpellai diverse istituzioni, ma invano. Fortunatamente trovammo il posto che tuttora ospita il Museo (ad Arcore in via Via Manzoni 25,) con ben 200 macchine per cucire SINGER e circa 200 di altre fabbriche, che rappresentano 90 marchi diversi… fin dal 1985, sono citato sull’annuario dei collezionisti! Un ultima curiosità: il signor ISAAC MERRIT SINGER inventò lo sconto per il ritiro dell’usato e la vendita rateale: Singer non aveva bisogno delle banche per recuperare i crediti, le teneva nel cassetto : il cliente pagava e veniva restituita la sua cambiale!